PUEBLO Inga

 Il popolo Inga abita principalmente nella regione Putumayo, arrivati con l’espansione dell’impero Inca, del quale sono discendenti.

Il popolo indigeno Inga vive principalmente nel dipartimento del Putumayo, a un’altitudine di circa 2.200 metri sul livello del mare. Discendenti degli Inca, parlano la lingua quechua inga (ingano) e sono distribuiti in diverse regioni della Colombia, tra cui Putumayo, Nariño e Caquetá. Secondo il censimento DANE del 2005, circa 15.450 persone si sono autoidentificate come appartenenti al popolo Inga

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Economia

L’economia degli Inga si basa principalmente sull’agricoltura, con la coltivazione di mais, fagioli, patate, ortaggi e alberi da frutto. Praticano anche l’allevamento e il commercio di latte, contribuendo all’approvvigionamento di altre regioni, in particolare del dipartimento di Nariño. Il commercio ha sempre avuto un ruolo chiave nella sopravvivenza della comunità, che ha saputo adattarsi alla dispersione territoriale mantenendo il legame con il proprio territorio ancestrale.

Artigianato

Gli Inga sono noti per le loro abilità artigianali, che includono la produzione di tessuti, gioielli e oggetti decorativi realizzati con materiali locali. I loro manufatti spesso riflettono simboli e figure legate alla cosmovisione indigena, tramandando tradizioni e storie attraverso ogni intreccio e decorazione. Oltre ai tessuti, producono strumenti musicali, oggetti in legno e ceramica, rafforzando la loro identità culturale attraverso l’arte.

Per il popolo Inga, la tessitura è più di una semplice attività artigianale: è una forma di memoria e trasmissione del sapere ancestrale.

I tessuti rappresentano il legame con il territorio, la famiglia e le esperienze di vita.
I motivi tessili incorporano elementi della natura e simboli che evocano la connessione spirituale della comunità con il cosmo e la storia del loro popolo.

Il popolo Inga continua a mantenere vive le proprie tradizioni, nonostante le sfide della modernità, riaffermando la propria identità culturale attraverso la spiritualità, il commercio e l’artigianato.

Fonti: ONIC, Artesanias de Colombia, DANE, Giovanna María Aldana Barahona, Alfredo Sánchez Carballo.

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