PUEBLO Emberá Chamí

Il popolo Emberá è il terzo gruppo etnico indigeno più grande della Colombia, con intorno a 196,115 persone. La maggior parte delle loro comunità abita i dipartimenti dell’Occidente Colombiano.

La parola «Emberá» significa «gente»,

sono un popolo socialmente complesso ed etnicamente diverso tra di loro, distinguendosi in 7 diversi gruppi con il proprio dialetto, territorio e mitologia.

Gli Emberá conservano la loro lingua nativa, che appartiene alla famiglia linguistica Chocó, la quale ha legami con le famiglie Arawak, Karib e Chibcha, pur non appartenendo a nessuna di esse. La lingua Emberá, secondo Mauricio Pardo e Daniel Aguirre Licht, è composta da un complesso insieme di varietà dialettali, che possono essere reciprocamente comprensibili.

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TERRITORIO

Gli Emberá si distinguono come popolo anche in base al terreno geografico in cui vivono. I tre principali gruppi sono: gli Eyebida, “la gente delle montagne”, che abitano la catena montuosa occidentale degli Ande; i Dobida, “la gente del fiume”, che si trovano nel dipartimento di Chocó; e i Pusabida, “la gente del mare”, che vivono lungo gli affluenti che sfociano nell’Oceano Pacifico. Questa chiara divisione territoriale determina la fruizione delle risorse proprie di ogni territorio, perciò, anche lo sviluppo culturale di ogni gruppo.

Gli Emberá condividono con i loro vicini Wounnan la storia preispanica e coloniale di resistenza contro i conquistatori fino al XVII secolo, quando molti si rifugiarono nelle foreste. I loro insediamenti si sono sparsi lungo le rive dei fiumi, e la loro cultura si è sviluppata in stretta armonia con l’ecosistema della foresta tropicale umida.

L’organizzazione politica degli Emberá si basa sul cabildo, anche se le autorità tradizionali mantengono un ruolo importante nel controllo sociale.

Il Jaibaná, uomo o donna, ha una funzione chiave nella gestione della vita magico-religiosa.

Nel corso della colonizzazione, il territorio unificato degli Emberá si è frammentato, ma i vari gruppi, pur essendo territorialmente divisi (Katío, Chamí, Dobida, Eperara Siapidara), mantengono una forte identità culturale. Tra gli elementi che li uniscono ci sono la lingua, la tradizione orale, il jaibanismo e l’organizzazione sociale. 

Gli Emberá utilizzano la pittura facciale e corporale come una delle manifestazioni culturali più importanti; essa rappresenta e comunica atteggiamenti sociali che si sviluppano dall’individuo verso la collettività e viceversa.

TESSERE

Uno dei mestieri più distintivi degli Emberá è la tessitura con perline, conosciute come “Chaquiras”. Questo lavoro viene descritto dagli Emberá più come un pensiero ancestrale che come un’arte. Le madri trasmettono alle figlie, di generazione in generazione, le tecniche di tessitura, il significato di ogni colore, i segni e i disegni, creando un’importante eredità culturale attraverso questa pratica.

Uno dei pezzi più apprezzati è l‘Okama, una collana di alto valore simbolico riservata esclusivamente alle donne. L’Okama, che significa “sentiero che circonda il collo”, conferisce distinzione alla donna che la indossa, raccontando la sua storia e il suo ruolo all’interno della comunità. Le ragazze ricevono la loro prima Okama con il primo ciclo mestruale.

Sia uomini che donne indossano pezzi artigianali fatti con Chaquiras durante le cerimonie e nella vita quotidiana. I disegni complessi ed elaborati plasmati nei gioielli rappresentano simboli legati alla cosmovisione Emberá, alla natura, alle piante medicinali, alla Madre Terra e al loro forte senso di comunità. Ogni dettaglio, colore, tratto e disegno ha un significato profondo per il popolo e la vita Emberá.

Oggi, il popolo Emberá continua a subire le conseguenze devastanti del processo di colonizzazione. La presenza di gruppi armati ha portato a nuovi sfollamenti forzati, causati da omicidi, massacri, minacce e scontri armati. Diverse comunità sono a rischio di estinzione, sia fisica che culturale.

Fonti: ONIC, minorityrights.org Fotografie: Juan Pablo Nayasa Palacio. Umadamia Pájaro de Sol.

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